lunedì 29 settembre 2014

Storia di un minuto

Un minuto poco canonico composto da 32400 secondi, ovvero 9 ore di esegesi mentale a due passi da casa su 24 tiri, muschiati, lichenati e umidi.

1) voglia, tanta voglia di umido. Per di più invasione di zanzare. Salgo io pur di fuggire dall'attacco non convenzionale. Minchia che merda! Ovviamente non passo, ravano nella terra, rinvio a quello che potrebbe essere un incrocio mutante tra una pianta e un rovo. Sosta.

2) e 3) tetto. Gianni: "hai detto tette? No ho detto tetto!". Come il velo del tempio di Gerusalemme, alle 930 un muro della sacra si incrina sotto le bestemmie in turco-ottomano. Non passa. Vado io, 10 cm in più fanno la differenza e riesco a passare il difficile. In compenso perdo il gomito dx. Tendinite portami via. E siamo al 2 di 24...

4) e 5) terzi svolazzanti, si torna quasi a respirare. G:"Io su di qua salgo in bici!". Il socio decide di recuperarmi in velocità, arrivo in sosta con 1 ischemia e 2 ernie.

6) lobotomizzato da tiro precedente. Non ricordo.

Gianni su placca di 5.


7) e 8) placca. Il Gianni domina, la Val di Susa trema sotto l'urlo del Red Dragon: "MIIEEEEEOOOOOOWWW". Il 6a vola. Io invece faccio uno stage domenicale di mungitura. Da curriculum.

Gianni e concatenamento di placche 6A e 5.

9) ingredienti: muschio, prese svase, verticalità, arbusti, roba che si muove e spit distanziati.

10) sane bastonate. L'attacco è da antologia, 2 metri di muschio, per poi passare alla verticalità di un 6a+. Talmente verticale da ritrovarsi direttamente in faccia un'emulatrice della Bell'Alda. Mai più che passo. Taglio a sinistra dentro ad un camino osceno di terra, rovi e rolling stones, peccato non trovare le rughe di Keith Richards da pinzare...

11) e 12)i torrioni. Roccia asciutta, sembra figo. Peccato aver finito l'essence. Gianni attacca, passa bene poi devia anche lui dentro ad un camino lurido-muschiato.

13) e 14) boiler time. Salgo a fuoco per metà buona. Infine mi pianto, non passo (ci sarebbe da stupirsi del contrario). Pienamente prevedibile, mi rinfilo dentro ad un camino marcio ed esco in punta al torrione.

Pausa tonno rio mare e cioccolato, il Gianni ha dimenticato in macchina le razioni da spedizione in Antartide della Angel. Si ciberà dei saporiti muschi, facilmente reperibili in loco.

Il riposo del Guerriero, cotti a metà via.
15) scalzo e mezzi barcaioli che non vengono.

Perché scalzi è mejo.

16) basta? siamo alla prima via di fuga della ferrata. No, diciamo solo basta alle corde da 60. Saliamo con una mezza doppiata.

17) placca. Miracolo, deus gratia salgo, il muro della sacra precedentemente incrinato si ricompone. Finalmente il braccio destro torna a tirare!

18)routine del Gianni.
Routine di quarto e placche.
19) 6a. Facciamo? Non facciamo? Facciamo, nuovo miracolo, passiamo. Me le cerco e perdo nuovamente il destro per strada.

20) e 21) quarti a gogo. La corda non basta saliamo in conserva, "tanto è facile". Infatti qualcuno si stampa... Flip! MIAAAAOOOOOO.

22) terzo!?

23) si pompa. Peccato che alle 1730 il duo degli scarsi sia ormai alla frutta. Ripetizioni pomeridiane di mungitura.

24) uscita col botto. Camino esposto e stretto, lo zaino non passa, da incastro. E' il mio tiro, il più bello della via. Talmente bello che arrivo in sosta, preparo una doppia, mi calo, lo risalgo in autossicurazione, ma l'autoassicurazione non funziona, salgo in slego fino ai crampi, ciliegina sulla torta: ultimi metri come se non ci fosse un domani tirando la corda.

1830: Siamo fuori!!! BIRRAAAAAAA!
Adesso il difficile è in agguato: in primis non cadere rovinosamente lungo il sentiero di ritorno, sembra una cazzata, ma vai a spiegare che ti sei rotto tutti i denti sulla mulattiera che scende su San Pietro. In secundis riuscire a fare 7 km in macchina fino a casa, ebbri, senza perdersi o peggio.

Il primo grande problema viene scongiurato, anche grazie alla nostra Musa Birra, che ci tiene desti e ancora semi-in-coscienti. Il secondo un po' meno. Le pause saranno due, attestanti un consumo medio di circa 3.5 km/l di birra (e Fernettino defaticante x il sottoscritto).

Da questa avventura ho capito un paio di cose:
-Il Gianni la prossima volta leggerà la relazione della gita previo ok... "Anduma, tanto è corta che non c'è avvicinamento...".
-Non ne ho.
-La val di Susa è rumorosa: "Molla tut.. BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP". "Cosa!?!?!?". Moll... BIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIP".


Via intersezionale - Monte Pirchiriano.
Quota partenza (m): 350.
Quota vetta (m): 962.
Dislivello complessivo (m): 600, di cui 500 di arrampicata, di cui 600 di ravaning.
Difficoltà: TD- (max 6a, munto e bisunto).
Località partenza: Sant'Ambrogio di To.
In compagnia del Gianni.

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