lunedì 13 gennaio 2014

Loson - Sperone ENE

Quota partenza (m): 1130.
Quota vetta (m): 2644.
Dislivello complessivo (m): 1596.
Difficoltà: AD-, BS parte sci.
Prima salita: ??. 
Località partenza: Pian Neiretto (Coazze).
Tempo totale impiegato 10 h.
In compagnia del Gianni.

Loson con l'itinerario seguito.
Il problema è sempre lo stesso, quando hai la testa tra le montagne inevitabilmente cerchi nuove vie, gite, discese e così via.

I vari canaletti della Loson  sono sempre stati un po' un cult per il sottoscritto, si salgono? boh, sono stuppi? chissà. Le stesse guide CAI-TCI sono molto fumose a riguardo e la Loson viene liquidata in poche brevi frasi.
Recentemente divinità dello sci ripido hanno riportato all'attenzione dell'etere la montagna ed io inevitabilmente ho cercato di scoprire i loro segreti in materia. Con l'acquisizione di testimonianze, qualche foto e alcune ricognizioni skialp alle vicine vette, ho iniziato a maturare l'ipotesi di una scialpinata lungo il suo versante est. L'idea è sempre stata all'incirca quella di seguire l'itinerario più famoso grazie al ripido oppure perché no tentare una diretta del canale SE oppure NE alla vetta.

Usciti dalla boschina, ore 700 circa, innevamento del vallone della Balma scarso.

Il facile è pensare alla gita... mentre il difficile è trovare il socio per farsi accompagnare in questi posti di merda! Poi di idee... figuriamoci!
Dopo UN anno di appostamenti, telefonate anonime, lettere minatorie, minacce, calunnie, furti e volgari azioni di nonnismo, ho trovato il socio giusto:

Il gianni.
Poco sopra alla Balma.

Lago Soprano + Loson

Causa rottura del cellulare, negli ultimi giorni il gianni comunica tramite piccioni viaggiatori, con le relative tempistiche di invio e ricezione dei messaggi. Il venerdì arriva il messaggio aereo: 

G:"domenica ci sono che fammo?"
IO:"Loson?"
G:"Meteo? Ci sto". Ultimamente il gianni non mette il naso fuori di casa se a valgioie non c'è un sole tipo Sahara, la minima nuvola, seppur lieve, seppur di passaggio, lo mette in crisi. 
Esempio:
G:"No sta arrivando l'anticiclone artico sul Canada, il geopontenziale potrebbe alzarsi con conseguenti -50°C al rifugio della Balma e il modello climatico Bulgaro a tre mesi da ventordici metri di neve in val sangone. IO PASSO." 

Ovviamente giornata che spacca le pietre.

Ho culo, domenica danno bello.

Rubinet, abbastanza secco.
Entrambi siamo un po' turbati dalle nostre condizioni fisiche, il sottoscritto ha un ginocchio che perde i toc per strada, ma tiene duro, o almeno ci prova. Il socio ha la schiena in sciopero.
Visto che per la gita ginocchio e schiena non servono, decidiamo di andare lo stesso.

Il Gianni batte l'avvicinamento al canale.
Ritrovo ore 5:30, buio completo, leggera brezza fresca. Da pian neiretto alla real bulaj portage, da lì sci ai piedi, prima parte su tratti di neve, un pizzico di terra con contorno buschina. Ergo 3 ore a salire alla balma, solito passo himalaiano che ci contraddistingue.
G: "300 m/h carichi come dei muli però!" 
IO: "Noi facciamo 300 m/h anche senza zaino... e oggi non abbiamo neanche la birra".
Dalla balma va meglio, esce il sole, iniziamo a carburare. Sfortunatamente la neve è dura, ventata, e i traversi ci fanno soffrire. Ho le vesciche ai piedi ancora prima di attaccare il canale.

Dentro al canale.


Ore 10:30 siamo pronti a partire.

Materials: il Gianni opta per i ramponi di domopak (non ha imparato un cazzo ovviamente: vedere Nord del GranPa ) più quasi tutta la sua ferramenta pesante per attrezzare chilometri di pareti granitiche: 2 friend, 1 chiodo da ghiaccio e 1 chiodo da terra fine anni '70 (tipo i ferri dei muratori! FANTASTICO, grandissima invidia).
Il sottoscritto parte da casa con l'imbrago addosso (Sarò il primo uomo a scendere in imbrago il vallone del Sellery), prende il gilet anziché il piumino perché pesa meno (non ha le maniche). I friend? Roba da cupiu non servono a un cazzo. Prendo: 1 chiodo da ghiaccio, 2 ghiere, 1 rinvio e fettucce (ovviamente il mio chiodo non lo userò, ma userò i friend del gianni).
Corda? Il cavallo da battaglia: l'inimitabile cordino dei pomodori 5mm 20 metri (Secondo le male voci puzza di Nafta, checcazzonesò l'avrà usata mio padre a far legna).


Si sale la rampa
Canale farina kompressor 30 cm, si batte a turno e in breve si arriva alla rampa: la pendenza sale e la quantità di neve diminuisce al punto da fare affiorare qualche roccia e dei bei rododendri, ottimi per piantare picca e ramponi. 

Il traverso è psyco. Stretto, con neve, esposto su balze. Ci leghiamo perché siamo un po' titubanti su ciò che potremmo trovare sotto la neve.  
Parentesi Nodi. Vuoto totale. Come cazzo si fa già il mezzo barcaiolo?
A traverso iniziato chiedo delucidazioni al gianni, il quale, appollaiato tipo gallina, avete presente alle 6/7 di sera quando si piazziano sul trespolo già mezze anddormentate? Ecco uguale uguale.
G:"diuffaus lo sapevo! impari a fare nodi inutili per le doppie che nessuno conosce e non sei capace a fare un mezzo barcaiolo!?"
Perdiamo si e no 10 minuti, in cui riusciamo a fare anche una lezione pratica con esercizio finale: assicurare il Gianni che parte per primo sul traverso!

Inizia il traverso


Pensavamo di fare una gita nel lurido che più lurido non si può e invece sorpresa! Riusciamo a proteggerci bene: roccia buona con parecchie fessure per i friend a alcuni spuntoni per le fettucce. Lu mei du meiIn due tiri passiamo il traverso, uscendo sul lenzuolo.
Incontro un passo ostico caratterizzato da uno spanciamento di roccette alto di circa un metro. Decido di usare l'arma definitiva: pianto il chiodo da terra anni '70 nella... terra ovviamente. E chi lo toglie più? Impressionato dalla nuova aura di sicurezza garantita dal chiodo pianto anche le picche nella terra e alé passo più agevolmente di quanto pensassi la spanciata. 

Tardivel tutti i torti non li ha: "la picca nella terra tiene benissimo". 



Uscita del traverso, sosta in terra e spanciamento ostico.
Stanchi procediamo infine slegati lungo il lenzuolo, praticamente dry. Faticoso soprattutto per le caviglie, stressate dai ramponi che mal si adattano alle  asperità del terreno gelato.

Alle 12:00 circa siamo in vetta!


Lenzuolo sospeso.
Panorama super, ottima visibilità anche fino alle Marittime, Delfinato e Rosa. Grossa fretta non c'è, quindi ci concediamo una lunga pausa, in compagnia di qualche camoscio che pascola sull'anticima sud.
La discesa si svolge proprio in quella direzione.
Rimettiamo nello zaino parte dell'attrezzatura, il gianni come al solito:
"Ah ste picche mi hanno rotto il cazzo! Ne tengo solo una tanto ormai è finita e la discesa è una cazzata!"
Le ultime parole famose.
La crestina di collegamento tra cima e anticima è urfida: neve marcia appoggiata su detriti instabili. A est c'è l'imbuto del canale S della Loson e a ovest svariati salti rocciosi verso dei plateau inferiori.
Come si dice: "U voit a tira".
Quasi out. Sotto il vallone della Balma
Senza perdere la concentrazione raggiungiamo l'anticima e finalmente possiamo prepararci per la discesa.
Sotto di noi si apre il piccolo valloncello di Rouen, anche qui non c'è anima in giro. Si vede vicino al lago solo la vecchia traccia di qualche skialper ormai quasi del tutto coperta dalle più recenti nevicate.

Fino al lago è un vero plaisir: cremina che sta poco per volta cedendo al calore pomeridiano del sole. Atmosfera molto primaverile.
Vallone della Balma
Al lago ci concediamo ancora una pausa relax al sole, finendo così le ultime provviste della giornata.
In aggiunta l'attrazione del lago ghiacciato è troppo forte. Inizialmente un po' titubanti ci portiamo sopra la massa d'acqua e a suon di picconate cerchiamo di scavare nel ghiaccio una tampa, per valutarne lo spessore.

Lo scavo si protrae per 20/30 cm a cui aggiungiamo una trapanata con le viti da ghiaccio da 20 cm, ma niente, il ghiaccio è ancora più spesso.

Vetta!

Si riparte. Al di sotto della conca del lago si curva ancora bene, anche se bisogna fare occhio alle pietre. Verso quota 2100m inizia il lungo traverso praticamente in piano che porta al colle della roussa. Fa un caldo assassino. Pian pianotto lo traversiamo e raggiungiamo con le ultime forze il colle, da cui truc e branca abbiamo solo più discesa tranquilla.

PIE ILLUSIONI!

La neve è, per tutta la discesa fino alla strada dei sellery, una faticosissima crosta in cui curvare è una pura utopia. Il gianni accusa il colpo e decide di prendere una clamorosa facciata per terra, così da verificare l'effettiva consistenza della crosta. Infatti lo sento bestemminare a granda forsa anche a svariate centinaia di metri di distanza (io sono al guado mentre lui è al sellery superiore).

Cresta Est.

Lago Rouen
Ma la festa non è finita. La strada di collegamento è in ghiaccio vivo, ottimo per rilassare le gambe. Oltre a ciò bisogna anche cercare di non prendere i tanti escursionisti che stanno rientrando dalla gita alla palazzina di sertorio.
In fase ampiamente mistica riusciamo a raggiungere la strada sfaltata e con le poche forze rimaste a risalirla fino a dove avevamo lasciato la macchina la mattina.

G: "Stasera vado a dormire alle sei. Altro che scrivere su gulliver!"

Cremina

Monviso

Il lunghissimo traverso visto dal Colle della Roussa

Colle della Roussa alle 1530, il confine tra luce e tenebre.

La Loson al ritorno a casa.

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