martedì 17 settembre 2013

Ghiacciai dell'Alta Moriana

Dopo una bella gita in bici al colle dell'Iseran, mi sono soffermato a prendere alcune fotografie (di scarsissima qualità) ai ghiacciai della Maurienne, confinanti con le vicine Valli di Lanzo.

Alla fine gira che ti rigira sono sempre lì!

Dal primo tornante al di sopra di Bonneval-sur-Arc la vista spazia fino alla bellissima cresta di confine del Mulinet o per gli Italiani Martellot/Mezzenile (Cresta di Mezzenile o Arete du Mulinet).
Al di sotto di essa è adagiato il ghiacciaio omonimo.
Con i suoi 2.1 km2 di superficie è uno dei più grandi della zona.

Al 14 settembre la copertura nevosa del ghiacciaio si è ridotta a molto meno della metà della superficie totale. Ad agosto invece la copertura nevosa era presente su circa il 90% della superficie.

L'arete du Mulinet con il ghiacciaio omonimo.

La fotografia in B/N è presa all'incirca dalla medesima posizione e, anche se sfocata, si nota quanto il ghiacciaio sia regredito. Sfortunatamente non ho trovato informazioni sull'anno in cui è stata scattata, però è facile risalire al periodo di costruzione della strada del colle dell'Iseran, ovvero a partire dal 1929 (Histoire_de_la_construction_de_la_route). 

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Passando un attimo lato Italia, in Val Grande di Lanzo, ecco come si presentano i due Ghiacciai del Mulinet, sud e nord, nel bacino della Gura.

Le foto sono state scattate a giugno 2013.

La seraccata sulla sx della foto è solo un lontano ricordo di ciò che era anche solo 30 anni fa.
Alcune foto storiche sono anche reperibili lungo la salita al rifugio Daviso, posizionate su alcune paline nei pressi del Gias di Lei.
Gh. Sud del Mulinet

La superficie odierna del Sud è di circa 0.27 km^2. Nel periodo 1957-1958 le misurazioni del Catasto hanno registrato 0.31 km^2. Tali valori si discostano un po' da quelli ritrovati sul sito di nimbus nella sezione GlacioRisk di 0.46 km^2. Probabilmente si è tenuto conto anche del ghiacciaio Nord oppure da ciò che rimane della lingua glaciale che scende sulla dx idrografica del rio Bramafam fino a quota 2500:


Il ghiacciaio nord del Mulinet è messo molto peggio del Sud. Anche se a giugno era coperto di neve, è facile constatare che la superficie è molto risicata e prossima alla bastionate della cresta di Mezzenile.
Dal satellite la superficie è pari a circa 0.11 km2. Nel '57-58', sempre dal catasto, era 0.18 km2.
Gh. Nord del Mulinet
Ecco come si presentava il ghiacciaio nord nel 1916. Notare lo spessore del fronte rispetto ai giorni nostri, alla faccia del piccolo ghiacciaio!
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Ritornando a salire l'Iseran, a partire dalla cappella di Saint Barthélémy, la vista si apre  sui Ghiacciai dell'Albaron.

Il ghiacciaio inferiore du Vallonet sembra essersi staccato in due tronchi, ma la visuale non permette di verificare. A occhio nudo si nota che il ghiaccio affiora al di sotto di uno strato di detriti, dovuti probabilmente alle scariche delle pareti soprastanti. Da satellite la parte di ghiacciaio che affiora dai detriti copre 0.24 km2. Riferendosi invece alla IGN francese la superficie è di 0.7 km2; è probabile che il triangolo ben visibile al centro della foto sia in realtà della neve residua dovuta alle scariche dei seracchi del ghiacciaio superiore del Vallonet (una sorta di rigenerazione).
Glacier inf e sup du Vallonet.

Quest'ultimo appare ancora coperto da neve per la maggior parte della sua superficie, pari a ben 1.7 km2 (glaciorisk), confermati anche dal satellite. Esposizione e quota hanno sicuramente influito sul minor scioglimento della neve superficiale.

La foto sotto mostra la situazione nel 1972. L'altezza superiore  dei seracchi del superiore è evidente, come la maggior superficie dell'inferiore.
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Ai meno 3km dal colle dell'Iseran ci si può soffermare sul balcone panoramico nei pressi del Pied Montet.
Le Ciamarelle sbucano dietro la Ouille du Midi.

In lontananza sulla sinistra della foto sbuca la Regina delle Valli di Lanzo: La Ciamarella, la sua Nord è oramai un ricordo, di glaciale è rimasta solo la calotta sommitale. La sua salita è condizionata dagli apporti di neve del periodo primaverile.

La foto sottostante del 1926, confrontandola con le altre foto sul blog, si commenta da sola....
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Giugno 2013.

Infine, raggiunto l'agoniato colle, la vista spazia ancora più libera fino alle vette più meridionali della Maurienne, tra cui svettano lo Charbonnel ed il Roncia.
Colle dell'Iseran con sullo sfondo ALbaron e Charbonnel,
 il Roncia e appena dietro il crinale roccioso di dx.

Se si parla di Regine e di Re, quest'ultimo titolo è pienamente assunto dallo Charbonnel, la vetta più alta della zona di confine.

Lo Charbonnel da Bessans.

 Il suo versante nord è ricorperto dall'omonimo ghiacciaio, per una superficie di circa 0.61 km2.
Al momento in cui è stata scattata la foto la copertura nevosa si estendeva per la quasi totalità del ghiacciaio. Come per l'Albaron la quota può aver influito positivamente sul minor scioglimento della copertura nevosa.

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La rappresentazione storica  pare essere del 1691, può darsi che sia semplicemente un riferimento più che una data. In ogni caso la differenza di superficie e spessore è notevole: ghiacciaio del charbonnel e la grala du charbonnel (glacionevato sulla dx delle foto) si univano in un'unica lingua probabilmente fino a quota 2200.



Le conclusioni sono più che ovvie.
Per scrupolo ho letto ancora qalche articolo su internet, ma la solfa è sempre la stessa:
-negli ecrins il ritiro (diminuzione in volume per essere precisi) dei ghiacci negli ultimi 30 anni è pari al 30%.
-nella francia in generale siamo tra il 20 e 30%***. In italia non stiamo certo meglio.

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