sabato 3 agosto 2013

Traversata Cresta Udine-Roma


Quota partenza (m): 2020.
Quota vetta (m): 3070.
Dislivello complessivo (m): 1400.
Difficoltà: AD+.
Prima salita: ?
Località partenza: Pian del Re, Crissolo.
Tempo totale impiegato: 10 h.
In compagnia di: Gianni.

La cresta al completo.
Sono state settimane di forcing: giorno, notte, mattino... minacce a tutte le ore,  ma niente, il gianni alla cresta di mezzenile proprio non vuole portarmi.

Proprio per non far niente propone qualcosa di più "corto" e "facile": la classicissima traversata da punta udine a punta roma.
Precisamente si parte lungo la frequentata cresta est della udine e all'incirca alla sesta sosta si taglia lungo la cengia degli angeli che, in breve porta alla cresta vera e propria.

La cengia degli Angeli.
Prima parte di cresta: millemila torrioni.
Itinerario che avevamo già ampiamente osservato l'anno scorso, era sempre apparso come un po' troppo lurido e un po' troppo incasinato con tutti sti denti.
Ovviamente come i gatti nell'attraversare la strada ci dimentichiamo (entrambi) delle conclusioni che avevamo raggiunto l'anno prima, della serie:

"Col cazzo che mi infilo su di lì".

Morale della favola partenza da Giaveno alle 5 in punto.
Conserva lunga.
Saliti al Giacoletti, vista la stagione sempre pienio di escursionisti e arrampicatori, puntiamo direttamente alla cresta est, che il buon gianni conosce alla perfezione data la sua recente  salita poche settimane prima. La buon'ora ci permette di salire senza alcuno davanti.

La est corre veloce e più volte ammonisco il Gianni di non toccare gli spit:
"portano le malattie!"
appena mi giro taac! è già lì che armeggia con i rinvii!

Osservatori

Su uno dei tanti torrioni.
A circa metà via lasciamo la cresta e con una cengia erbosa ci portiamo sul nostro obiettivo finale. Rimaniamo entrambi stupiti dalla quantità impressionante di spit tassellati lungo tutta la cresta. Il gianni è chiaro:

"Cazzo ma Michelin chioda così sul quinto!"

A parte l'eccesso di ferraglia la cresta è esteticamente molto bella e offre un'arrampicata veloce e divertente, con roccia in genere buona soprattutto se la si percorre il più possibile sul filo.

Anche questa volta pronti a nuove acrobazie circensi, ci siamo muniti della sola intera da 30m, con qualche preoccupazione per le doppiette dei torrioni. L'attraversata si è conclusa con molta disarrampicata e una sola doppia superveloce da circa 10m.



La  lunghezza non è da sottovalutare e anche dopo circa 3 ore i torrioni da superare non si contano con le dita di una mano:

"Dopo questo torrione e quell'altro dentino sembra solo esserci un altro torrione". Il tutto con la punta Roma sempre alla stessa distanza.

Alternandoci alla guida continuiamo a procedere, concedendoci solo alcune pause acqua visto il caldo della giornata.

L'imprevisto è comunque sempre dietro l'angolo e intorno agli ultimi 2/3 torrioni della nuvolaglia tempestosa lato francia inizia ad invadere il cielo. In un primo tempo non ci facciamo troppo caso dato che lato italia il tempo è ancora soleggiato.
Sfortunatamente nel giro di pochi istanti veniamo avvolti prima dalla nebbia e poi da un forte vento accompagnato da una sottile pioggerellina.

Per non farci mancare niente inizia a tuonare.

Foto dalla dépendance mentre piove.
Sotto la Roma una cordata di tre francesi batte in ritirata verso la francia passando per dubbie cenge...

Il gianni è dell'idea di proseguire.
Io, che sono un come i cani, non sopporto particolarmente la compagnia dei tuoni e sarei per il fuggire lato francia giù per qualche laido canale.

Le tuonate sono comunque distanti e decidiamo di puntare in velocità l'ultimo torrione e la vetta finale.
Velocissimi scavalchiamo le ultime difficoltà e sotto la pioggia attacchiamo la Roma.

Abbandoniamo l'uso dei mezzi di assicurazione e complice il terreno  relativamente facile continuiamo a salire come stambecchi zoppi in conserva corta.

Tributo alla madonna dopo il temporale.
Per non sbucare in vetta con il temporale in atto ci fermiamo all'interno di una truna di roccia al riparo almeno dalla pioggia.

La cresta vista dalla Roma.
Dopo la concitazione per il brutto tempo e le tante bestemmie ritroviamo comunque il buon umore e al riparo troviamo il tempo per fare alcune foto e sparare qualche cazzata.

Panorama sul Viso.
La fortuna ritorna dalla nostra parte dopo circa una trentina di minuti di pausa: il brutto tempo si è dissipato come un classico temporale di calore estivo.

Dalla comoda pensione sotto il masso raggiungiamo la vetta in pochi minuti e finalmente ci godiamo un po' di riposo reso ancora più piacevole dai bellissimi panorami sul Viso e sulle vette circostanti.


Come da tradizione impieghiamo per la discesa il medesimo tempo della salita (il gianni dice "perfino di più") e dopo un rilassante pediluvio raggiungiamo macchina e poi birra a Pian della Regina.

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