domenica 18 agosto 2013

Tour delle Valli Occitane in bici da corsa

Quota partenza (m): 636.
Dislivello complessivo (m):9250.
Chilometri percorsi: 360.
Località partenza/arrivo: Borgo San Dalmazzo, CN.
Tempo totale impiegato 5 giorni.
In compagnia di BarbAlbi e BarbaGianni.
Primo colle: Lombarda.

Gli ingredienti sono semplici: colle della Lombarda, Bonette, Vars, Agnello, Sampeyre, Esische e Fauniera.

Gli sguatteri sono i soliti: 

-il barba albi, reduce da 750 km di vacanza in bici nelle Dolomiti  e soprattutto con una nuova e fiammante Specialized, è pronto a dar battaglia in salita e... in discesa. 

-il barba gianni, con un'incontenibile flatulenza, è pronto a farci innamorare perdutamente di lui.

-il sottoscritto, con abiti bianchi e body succinti, è pronto a fare la valletta.

Primo giorno

Partenza tranquilla da BSD, svariate pause lungo la statale per pipi e cibarie. Salita vera che inizia da Vinadio. Sarà la prima, ma che botta! Aggiungi poi il ritmo indiavolato del Barba Albi: 
"devo andare su forte, ho le marce lunghe".

Discesa bella come asfalto un po' meno come panorami, molto rovinati dalle tante piste da sci di Isola2000. Il cosiddetto ski-totale francese anni '70 lascia veramente a desiderare, in confronto il Sestriere è una perla delle alpi. Raggiunta isola si riprende a salire per poche centinaia di metri di dislivello fino a Saint Etienne de Tinee: prima tappa del nostro peregrinare.

Ovviamente non si prenota. 

Ovviamente non c'è posto.

O quasi. Notte alla gite d'etape mentre cena in giro per il paese. 

Ciliegina sulla torta: sotto alla nostra camera c'è il palco su cui si esibisce per tutta la sera una banda Folk per la festa del paese! Bello sentire canzoni classiche del folklore italiano oltre confine.

Secondo giorno

Almeno sulla carta il secondo giorno è un più tranquillo: 1800 D+ contro i 2000 del primo.
Non sto neanche a sottolineare che non sarà così...
Cima della Bonette.
Da Saint Etienne si attacca direttamente la Bonette, eterna, ma almeno senza il bisogno di perdere tempo nell'avvicinamento.
Il Gianni durante la salita scopre il latte condensato. NO bene per un malato di meteorismo cronico...

La salita è accettabile fino agli ultimi metri dove un muretto al 13/15% sega veramente le gambe.
Il colle della Bonette poi è una classica taroccata alla francese: il colle vero è proprio è circa 150 metri più basso del punto più alto su cui hanno fatto passare la strada; il tutto per guadagnarsi il titolo di strada più alta d'europa!
Al Colle.
Discesa senza alcune cognizioni fino a Jausiers giusto in tempo per pranzare.
Mettiamo subito nel mirino i due davanti
Il pomeriggio è denso di impegni: si deve risalire la vallata dell'Ubaye dove ci attende la seconda tappa a Saint Paul. Becchiamo un mega temporale e in parte ci ripariamo prima in una segheria e poi sotto dei larici a bordo strada. Poco ci manca che veniamo scambiati per delle battone.

Risaliamo fino a Saint Paul sotto un cielo plumbeo e sempre lì lì per scaricare acqua.

Arrivati al paese troviamo la bella sorpresa: gite d'etape complet, Hotel complet

Tradotto: siamo fottuti.

Sono le 1800 e le possibilità sono due: si ritorna a Jausiers oppure ci si spara anche il Col di Vars.

Scegliamo la seconda. 

Fortuna che sono solo 600 metri circa o come dice il sottoscritto: "più o meno un braida". Alle 1900 stiamo già scollinando alla ricerca di un posto dove 1 mangiare e 2 dormire.
Colle di Vars
Ci fermiamo quasi subito e pernottiamo al ref. Napoleon. Alla fine anziché 1800 ne abbiamo fatti 2600...
Il Colle dal rifugio.


Terzo giorno

Il colle dell'agnello. Da Vars scendiamo prima a Guillestre e poi risaliamo nel Queyras lasciandoci alle spalle prima il bivio per il colle dell'Izoard e poi Chateau Queyras.


La salita all'agnello è stata fatta con economia: pochi tornanti e lunghi rettilinei. Very Strong.
Aggiungi poi il tempo pet pet con una bella bisa e un Muffin al cioccolato e... la stumiera è belle che fatta!
L'agnello in lontananza.

Gli ultimi 10km sono in piena crisi: non ho digerito e l'aria fredda mi debilita ancora di più.
In piena crisi Muffin.
Avvolti nella nebbia raggiungiamo il colle ognuno col suo passo a lottare con i propri fantasmi.

Sul versante italico c'è nuovamente nebbia. Questo non ferma il BarbaA che si catafotte a oltre 80 all'ora su Pontechianale.

Si pernotta all'ottimo rifugio Savigliano... dove si torna a sfondarsi di birra e vino dopo i rigori francesi (quando mai...).
Quarto giorno

Dal rifugio scendiamo a Sampeyre e risaliamo l'omonimo colle, anche qui avvolti nella nebbiazza. Si vede che siamo tornati in Italia!


Al colle le nuvole ci lasciamo e possiamo goderci tranquillamente il panorama sulla Val Maira.
Passiamo in discesa da Elva e per la sua caratteristica strada... occhio a non sbagliare curva! 

La caratteristica strada di Elva.
Arrivati a Stroppo risaliamo fino a Marmora. Decidiamo di dormire a Preit al rifugio Lou Lindal: Pieno. Una coppia ha deciso di prenotare tutta la camerata da non-so-più-quanti posti.
Gianni trova anche il tempo per dirne due

Pace e bene ritorniamo sui nostri passi e ci fermiamo al campeggio Lou Dahu, che ci riserva un'ottima accoglienza.

Quinto giorno

Ultima salita: il Fauniera o colle dei morti. A  Tolosano troviamo una bella sorpresa: la strada è chiusa al traffico veicolare. Così possiamo goderci una salita rilassati senza il pensiero delle macchine.
Oscenità al colle d'Esischie.
Discesa dai panorami magnifici su Demonte. Ultimi sforzi sulla statale fino a BSD dove proprio non riusciamo a star calmi e a suon di pompo teniamo una media vicina ai 40km/h.

Colle dei morti.
Discesa su Demonte.




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