domenica 14 aprile 2013

Tour della Meije

  • Quota partenza (m): 3200.
  • Dislivello complessivo salita (m): 1800.
  • Dislivello complessivo discesa (m): 3500.
  • Difficoltà: OSA.
  • Località partenza: La Grave (Hautes Alpes FR).
  • In compagnia della sacra famiglia: BarbaGianni, BarbaAlbi, Nonno Mauri, Nonno Macca e Nonna Robi.
Gruppo Meije da ref. Aigle: Orientale, Doigt de Dieu, Grand Pic

Il lunedì sera: "Gianni, sembra che il we sia buono per il giro della meije che dici?"
"No, passo... devo accompagnare una mia amica sulle ciaspole al colletto sabato..."
Ovviamente il Gianni 5 secondi dopo: "anduma!"
Nella nebbia verso il colle della Girose
Il mercoledì raccolgo le adesione degli altri partecipanti... ma figurati se dobbiamo prenotare... questa era un po' la mia frase standard alle domande sulla prenotazione al Rifugio del Promontoire.

Girose nella nebbia
Il giovedì, telefono e TAAC! tutto pieno! Poco male puntiamo dunque al rifugio più basso lo Chatelleret sempre nel vallone degli Etançons, ma a quota 2300 anziché 3000. Cento posti circa e dunque:  ma figurati se dobbiamo prenotare... 
La pente
Si entra

Nonna Robi apre il Gaz

L'idea è il classico giro di due giorni: il primo, fruendo della nuovissima (eufemismo) funivia della Grave, si sale a quota 3200 e da lì si punta al Colle della Girose. Discesa nel canale omonimo e traversata sul Glacier de la Selle fino alla Breche du Rateau. Infine discesa nel vallone degli Etancons e risalita al rifugio del Promontoire o Chatelleret. 
Glacier de la Selle

Il secondo dal rifugio si attraversa la breche de la Meije e traversando sotto la parete nord della stessa si punta al caratteristico intaglio del Serret du Savon che porta sui plateau sommitali del Glacier du Tabuchet e in breve al ref. de l'aigle. Discesa lungo il ghiacciaio sopra citato.
Breche du Rateau.

Il sabato si parte, tempo maffo, con nuage intorno ai 3500/4000 e una coda interminabile alla funivia della Grave: c'è il raduno Telemark. 
Il canale che porta alla Breche

Fortunatamente il nuage fa si che molte prenotazioni al Promontoire saltino e dunque no problem per la sera. Sfortunatamente la coda alla funivia ci fa perdere circa 2 ore. Ergo sci ai piedi alle 1030.
Discesa sugli Etancons
Gianni poser all'uscita della Breche du Rateau
Parte alta della Breche du Rateau

Al colle de Ruillants la situazione è triste: nebbia, vento, traccia coperta. Il Macca tacca duro e in un mondo tutto grigio puntiamo alla belle meglio verso il colle della Girose: "Ma è quella lì o quella là?" Sull'altro versante la situazione è migliore, il canale è sempre avvolto nella nebbia, ma sembra comunque diradarsi.

Canale in buone condizioni, farina su fondo duro. 4.3 su 200/250 metri, c'è da cagarsi già bene nelle mutande. Ovviamente per il tour ho puntato ad un mezzo consono: una coda di rondine da 180 cm, di certo le curve saltate non vengono tanto bene!
Il Promontoire e la Meije Sbucano dalla Nebbia.
Il Promontoire 3092 m
La Breche della Meije, vista dal Promontoire

Dal glacier de la Selle ci spostiamo veloci sotto la Breche du Rateau, in breve scolliniamo e ridiscendiamo il canalone che porta agli Etancons. Il tempo fortunatamente migliora, portandosi dietro una caldazza della madonna... la risalita al Promontoire sarà una via Crucis (nel mentre si sono fatte le 15:00!)
Il vallone degli Etancons

Il Mauri, colto da una crisi mistica, salirà i 500 m di dislivello con puro passo Himalayano, mentre noi seguiamo la Robi, colta invece dal sacro fuoco della birra fresca al rifugio.
Tramonto dal Promontoire

La Meije dal cesso del rifugio
The fucking timma

Il rifugio è una specie di container, tassellato alla cresta della Meije con metodi alquanto misteriosi...
Oltre ad essere un'icona nel mondo dell'alpinismo (la normale della Meije attacca dietro al rifugio) è anche senza acqua corrente e per andare in bagno bisogna sfidare le ire di Odino passando in un corridoio scavato nelle neve tra la roccia e il... vuoto...
Salita alla Breche, 2° giorno
Il Mauri in cresta
Ya du mixte!
A parte le battute abbiamo mangiato e bevuto bene, il simpatico gestore ha fatto solo l'errore di posare sul nostro tavolo una bottiglia di Cassis per aperitivo... in cui è scomparsa velocemente ogni traccia liquida.
Sotto la nord della Meije

 Oltre a regalarci bottiglie di Cassis ci ha anche fornito utili informazioni per l'indomani quali alte temperature e quindi sveglia presto (4:00) e Meije orientale en glace.
Albi e il primo traverso sotto la Breche de la Meije
E giù di polpacci nel Serret du Savon

La nottata è passata in piena voglia di umido, le pareti del container trasudavano... in aggiunta la Robi, che per mia sfortuna mi era a fianco, ha russato come una taglialegna di Ancorage.
Partiti verso la Breche della Meije in piena notte scavallando sul versante di La grave intorno alle 700.
In uscita dal Serret du Savon


Un tratto di misto leggermente delicato nella discesa ha fatto salire la pressione del Mauri, già alta di per sé, a livelli inumani... Con una bestemmia qua e l'altra là in breve ci siamo portati sotto la nord della Meije, con i suoi imponenti seracchi.
L'Aigle

Il Mauri sciop

All'ombra dei bestioni, con una serie di munta cala di circa 200 metri di dislivello raggiungiamo il colatoio del Serret du Savon, che si riconosce anche dalla funivia. Circa 150 metri sui 40/45° che portano al ghiacciaio del Tabuchet e al ref. de l'Aigle.
Meije Orientale
Usciti dal Serret du Savon, per la mille-milesima volta in due giorni ri-pelliamo e in una ventina di minuti raggiungiamo, finalmente, il ref. de l'Aigle da dove parte una discesa da tramandare ai posteri: quasi 2000 metri di farina a capofitto su la Grave.

Albi: "non sono mai andato così forte". Detto da uno che va forte...
Mauri: "avevo paura per albi".
Basta dire che i primi mille metri sono volati via in 12 minuti...










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