sabato 5 gennaio 2013

Couloir Ya du mixte! - Tentativo


  • Quota partenza (m): 2023.
  • Quota vetta (m): 2545. Il nome non appare sulle principali carte alpine.
  • Dislivello complessivo (m): 522.
  • Difficoltà: non valutata, pendii di neve e ghiaccio fino a 45°, passaggi su roccia scadente e verglassata variabili a seconda dell'itinerario, probabile III max IV grado.
  • Esposizione: prevalentemente nord/nordovest.
  • Prima salita: probabile primo tentativo da parte di Gianni ed il sottoscritto. 5/1/2013.
  • Località di partenza: rif. Selleries (Roure, To).
  • In compagnia di Gianni.

"A volte si torna indietro", citazione di un mio amico.

L'alpinismo è un sogno, una visione, che cerchi di raggiungere per farla diventare reale.

L'alpinismo è anche saper rinunciare, capire che la montagna è infinitamente più forte di te. È lei a decidere non tu.

L'alpinismo non è forzare la mano, quella è semplicemente incoscienza.

L'alpinismo è conoscere e rispettare i propri limiti.

Ieri siamo tornati indietro, abbiamo abbandonato un sogno. La colpa? Forse del caldo, forse nostra che ben sapevamo delle alte temperature in tutta la zona.
Certo, forzando, forse si poteva anche proseguire, ma non ce la siamo sentita.

Linea mistica, di lurido al 100%. L'abbiamo scoperta un po' per caso un paio di settimane fa. Eravamo in zona per controllare le condizioni per un altro itinerario da affrontare in invernale, ma visti i grossi accumuli da vento avevamo desistito. Al ritorno, l'abbiamo vista, La linea: logica, naturale, praticamente un invito da parte della montagna stessa.
Essa segue un primo canalino nevoso  che via via si restringe, andando ad incunearsi all'interno di una strozzatura di roccia coperta in parte da ghiaccio e neve. La strozzatura termina contro quella che sembra, da sotto, una balza rocciosa, delimitata da bastionate sul lato sinistro e una rigola di ghiaccio ed erba, su quello destro. Si ipotizza che quest'ultimo sia il tratto chiave della via. Usciti dalla rigola, inizia un grande canale coperto quasi completamente di neve, se non nella prima parte costituito da erba e terra verglassata, che conduce in prossimità della vetta, sotto ad una evidente paretina rocciosa. L'uscita può essere o direttamente lungo la paretina oppure più logicamente lungo un secondo canale che taglia sulla destra portandosi sul versante sud/sud ovest.

Roccia, Neve, Cielo ed erba!
Le alte temperature hanno reso il già sottile ghiaccio, presente nella strozzatura, non portante e la progressione ne è risultata alquanto difficile, visto che non era possibile fidarsi completamente della presa delle picche e dei ramponi su di esso. A meno di un abbassamento della temperatura, la via non risulta praticabile a meno di grossi rischi, che io non ho voluto correre. Forse in primavera, in condizioni secche, le difficoltà dovrebbero scendere drasticamente, ma la via perderebbe parte del suo fascino. 

Bloccati nella strozzatura, siamo ridiscesi sui nostri passi, possibilità di protezioni praticamente nulle, in conserva, giusto un abalakov su 2 cm quadri di ghiaccio che, puntualmente, al momento di caricarlo è esploso... beh almeno abbiamo recuperato il cordino.

Al ritorno, tappa al rifugio per una bella birra ed un panino consolatori!

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