mercoledì 10 agosto 2011

Monte Bianco - Traversata dei tre monti



  • quota partenza (m): 3700
  • quota vetta (m): 4810
  • dislivello complessivo (m): 1530.
  • difficoltà: PD+
  • località partenza: Chamonix-Mont-Blanc.
  • In compagnia del Mejugorie team; Puppuril, BarbAlbi, Pietro.
  • Tempo impiegato: 12 ore.



Eccoci finalmente arrivati sul tetto d'Europa!
Si e no è da maggio che stavamo pianificando l'evento. Il mezzo metro di neve caduto a giugno ci ha fermati, come anche il brutto tempo a luglio.
La madonna, il passivo, l'attivo, Jack Nicholson.
L'occasione si è ripresentata ad agosto. Il Mejugorie team è risultato essere di soli quattro componenti a causa dei vari impegni insorti durante la tribolata estate:

Barbalbi: detto l'attivo.
Pietro: detto Jack Nicholson, in una pausa tra una scena e l'altra di Shyning.
Puppuril: detto il passivo.
Il Sottoscritto: nelle vesti della madonna.


Il tempo inizia a guastarsi arrivati all'Aguille du Midi.
Il meteo non è il massimo: si parte con il brutto tempo, ma le previsioni sono ottimiste: peggioramento in serata e forti venti ma miglioramenti per il giorno dopo. Fortunatamente almeno non danno neve.

Ovviamente non si prenota e si parte con il saccapelo, pronti a bivaccare a quota 3500 se necessario. La coscienziosità di Puppuril farà si che arrivati a Courmayeur una telefonata di sicurezza al Cosmiques sarà stata fatta...

L'itinerario da noi seguito, è la classica attraversata dei tre monti, partendo dal rifugio dei Cosmiques fino alla vetta del Bianco. Discesa lungo la "lunghissima" normale francese del Gouter; ho ancora male alle ginocchia a pensarci!

Arrivati all'Aguille du midi il tempo inizia puntualmente a guastarsi, nubi basse e 0°C.


Da freddi ci si caga subito un po' addosso sull'esile crestina che conduce alla base dell'Aiguille.... soprattutto quando il sottoscritto ha annunciato:
"Cazzo serve legarsi per 100 metri !".

Ovviamente mi sbagliavo! Dopo questa esperienza ci siamo legati pure per andare al cesso del Cosmiques!

Al rifugio troviamo posto senza problemi e i nostri occhi sono addirittura deliziati dalla presenza di una procace cameriera. Minorenne. Anche in questo caso, per motivi di sicurezza (della cameriera si intende!) ci siamo LEGATI!

Nel mentre la bufera imperversa e l'animo del quartetto di scoregge di abbatte, vento molto forte e visibilità che tende a zero. Decidiamo comunque di alzarci, anche perché il meteo continua a dare miglioramenti per il giorno successivo.
Alzata alle 0030 circa e miracolo, fuori non vola una mosca, tempo perfetto.

Si parte! All'una circa siamo all'attacco della normale del Tacul, fa freddo, al polso (sotto la giacca e il maglione) l'orologio segna 7 °C... Per tutta la nottata sfortunatamente non facciamo foto, causa luce e un po' di agitazione che comunque abbiamo visto che siamo in un posto per noi nuovo.

Alba alla Brenva
Anche se in cordata da quattro (due corde pesano!) saliamo veloci e superiamo la maggior parte delle altre cordate guidate dalle Guide.

Alla testa del gruppo ci sono io poi il BarbAlbi, Pietrus e infine a chiudere Puppuril.

La nostra inarrestabile avanzata si arena sotto il col Maudit, la traccia permette il passaggio di una cordata per volta, e vista la pendenza della salita la prudenza è d'obbligo.

L'ultimo tratto si attesta sui 45° 50° gradi, sulla traccia hanno attrezzato delle fisse e il ghiaccio risulta in parte  affiorante.
Aggiungi didascalia
Aspettiamo più di mezz'ora ma non riusciamo ancora a passare. Decidiamo quindi di spaccare leggermente a sx della traccia principale, c'è da superare giusto un metro di terminale cosa non facilissima con una picca soltanto.

Non potendo assicurarsi sulla corda fissa pianto un paio di chiodi e procediamo veloci in conserva. In breve raggiungiamo il colle Maudit. L'idea di "tagliare" ci ha fatto guadagnare parecchio tempo, peccato non aver colto l'occasione da subito.

La stanchezza inizia inevitabilmente a farsi sentire, in aggiunta usciti dal Maudit ha iniziato a tirare un vento mostruoso. In alcuni tratti, superato il colle della Brenva, il vento non permette neppure di avanzare.



Gli ultimi 400 metri sono resi faticosissimi dal vento, cadiamo, avanziamo male e ci godiamo poco il paesaggio. Il freddo si sente sempre di più.

L'arrivo in vetta è una liberazione, il Bianco commuove c'è poco da fare.

Eccoci...

Come da buona tradizione, troviamo altri due Giavenesi in punta al Bianco! Oltre che a Briançon i Giavenesi li trovi anche in vetta al Bianco....

Il vento ancora forte non ci da tregua e dopo le poche foto di rito ripartiamo subito per la discesa, lungo la normale francese. Discesa facile, ma interminabile.

È fatta!
Per nostra fortuna il vento cessa, finalmente possiamo goderci il panorama e procedere con più calma, la discesa alla Vallot si svolge con un clima molto più mite.
Siamo stanchi e ogni momento è buono per fermarsi... Oramai le provviste sono quasi finite e rabastandoci alla belle meglio arriviamo al rifugio Gouter.

una delle Bosse
Qui abbiamo la bella sorpresa sul costo di una lattina di cocacola, che il BarbAlbi, noto gestore di rifugi della Val Sangone, acquista a soli 5 euro.

Siamo a metà discesa, disarrampichiamo in modalità "Monviso" fino a quasi al tete rousse dove inizia un comodo sentiero di 1000 metri che ci porta alla tramvai di Saint Gervais Les Bains.

In questi mille metri di discesa succede ancora un po' di tutto, il BarbAlbi si spatafascia su un glacio nevato rischiando di perdere, vista la sua veneranda età, tibia perone menischi vari ed eventuali.
Il vecchio non perde occasione per mostrare a noi comuni mortali le sue strabilianti doti sciistiche senza-sci-con-i-koflach-di-bonatti.
Pietrus e il sottoscritto perdono definitivamente l'uso dei piedi ed iniziano a rotolare alla belle meglio.
Puppuril ha perso l'uso della parola, si chiede, oramai colto da crisi mistiche assortir,e perché la discesa dal Musiné sia così lunga.

Siamo in pieno viaggio EPICO.

Spendiamo con somma gioia i soldi del tram e stivati come vacche da macello scendiamo su Saint-Gervais. Forse era meglio a piedi. Siamo stanchi, seduti una sopra l'altro e fa un caldo della madonna.

Si stava meglio quando si stava peggio!

Arrivati a Saint Gervais ci concediamo una meritata birra in un bar gestito, credo, da turchi ottomani scampati alla caduta del loro secolare impero, ma almeno la birra è buona.

Prendiamo ancora la navetta per Chamonix e alle 18 siamo alla macchina.

Ce l'abbiamo fatta!


Midi-Tacul-Maudit-Bianco

La vallot 
Cretini







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