venerdì 5 agosto 2011

Grand Cordonnier - Via Barale


Il Grand Cordonnier visto dal Colle d'Ambin.
  • Quota partenza (m): 1849.
  • Quota vetta (m): 3087.
  • Dislivello complessivo (m): 1650, senza gli infiniti munta cala...
  • Difficoltà: PD+.
  • Prima salita: Barale, 1900 dc (dopo cristo). 
  • Località partenza: Grange della Valle (Exilles, TO) .
  • Tempo totale impiegato 10 h.
  • In compagnia di Gianluca (Gianni per gli amici!).



Prima gita "seria" della mia neonata carriera alpinistica tendente al classico... 

Ebbene, quale posto migliore dove iniziare se non le montagne dietro casa? In particolare il gruppo degli Ambin, stracolmo di storia alpinistica.

Il Grand Cordonnier è un "dentone" situato a poca distanza dal colle d'Ambin, completamente in territorio francese.
Si può raggiungere comodamente dalla rotabile sterrata che porta al colle del Sommelier oppure, come abbiamo fatto noi, peregrinando per casé, pendii estremamente instabili e vivaci rivi glaciali da attraversare. Il tutto moltiplicato per due, visto che siamo andati e tornati dalla medesima strada.
Adesso che sono seduto davanti al pc, credo che le difficoltà maggiori siano lungo l'avvicinamento più che sulla via di roccia vera e propria. Ma pazienza, a noi piace così! 

Per l'avvicinamento al colletto del Cordonnier abbiamo impiegato circa tre ore e trenta. Due orette abbondanti per raggiungere il bivacco Blais e un'ora e mezza per discendere nel catino glaciale del Rudelagnera e risalire, all'ombra dell'Ambin, al colletto sopracitato.
Quel che rimane della nord dell'Ambin


La via non è particolarmente lunga, 150 m e le difficoltà si attestano al max a rarissimi passaggi di III.
Per ovvie ragioni di peso e soprattutto di inesperienza cronica abbiamo deciso di portarci solo un cordino da 15 m, utile al più per legare i pomodori.
La cosa più difficile è trovare la via per la vetta!
Inizialmente ci siamo tenuti troppo a destra (guardando la foto iniziale) e seguendo cenge erbose esposte siamo finiti nel camino che divide le due vette. Tornati indietro abbiamo ritrovato la giusta cengia e in breve abbiamo raggiunto la vetta.

Discesa facile, ma da non sottovalutare soprattutto per il primo tratto (dove c'è uno spit) un po' esposto.
Gianni al collaudo del cordino dei pomodori
Una doppia fatta sul tratto finale dove è presente un gradino di alcuni metri. Fortunatamente il cordino dei pomodori è stato sufficientemente lungo per arrivare al fondo!

Ritorno eterno e non privo di difficoltà. La risalita al plateu del Rudelagnera è simpatica per via del torrente che scende da ghiacciaio soprastante e delle rocce decisamente lisie. Credo che il passo chiave dell'intera gita sia proprio la risalita del rivo.

Arrivati stanchi al Blais ci siamo ancora goduti l'eterna discesa fino al Levi Molinari, con la promessa di NON tornare mai più al colle d'Ambin (secondo voi?).






PS: Se trovate un friend incastrato nel tratto mediano della via, sappiate che è di Gianni! 



  










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