martedì 12 maggio 2015

Albaron - Traversata Evettes Vallonet

Quota partenza (m): 2027.
Quota vetta (m): 3637.
Dislivello complessivo (m): 1800.
Difficoltà: PD, OSA parte sci.
Località partenza: L'Ecot, Bonneval sur arc (Francia).
Tempo totale impiegato 10 h.
In compagnia di Andrea, Chiara e Gianni.

Metodi diversi di salita.


Per una volta abbiamo convinto qualcuno a far gita con noi. E sarà ovviamente l'ultima!  La stagione non si ferma e dopo un paio di we maffi andanti riusciamo a tirare fuori una bella uscita all'Albaron, per un itinerario completo che, seppur facile, racchiude di tutto: creste, arrampicottate, doppie e una discesa da concentrazione o per dirla alla mia maniera da cagarsi un po' addosso.


Plan des Evettes, l'albaron a dx.

Niente imprese in giornata, il gianni ed io per una volta ci comportiamo da signori vista la presenza di non solo due soci, ma addirittura di un individuo appartenente al gentil sesso. Per l'occasione il sabato mattina:
1) Mi lavo (mai fatto prima di una gita).
2) Partiamo alle 11, orario folle per il vecchio lupo gianni, abituato a mangiare alle 12:00 in punto chili e chili di melanzane impanate e trippa prima di qualsiasi partenza per una gita di due giorni con più di 500 m di dislivello. Per riprendersi dal trauma della partenza di "buon'ora" non si farà comunque mancare un pallets di pizza, che consumerà nel tragitto Giaveno-Moncenisio, per star poi male nel restante tragitto e lamentarsi di aver di nuovo fame al rifugio. Io supero invece il trauma della pulizia di primavera non programmata attraverso un litro di birra che porterò stoicamente fino al rifugio. Ovviamente ho lasciato a casa i ramponi di ferro per quelli di alluminio e i coltelli, "tanto non servono".  Sempre per il gentil sesso, abbiamo addirittura una corda degna di questo nome (in punta delle guide francesi con cordino dei pomodori appresso [il cordino dei pomodori è una malattia contagiosa] invidieranno il nostro fittone da 10 e passa millimetri, di diametro eh).
Salita alla sella dell'Albaron.

Dimentico che c'è un 3) punto: Anatema! Bestemmia! Abbiamo prenotato il rifugio! Fortuna che gianni ha portato un altro litro di birra per affrontare anche questo trauma! Punto 4) in realtà il rifugio l'ha prenotato Andrea...

Chalanson, Piccola e Grande Ciama.
La notte al des evettes passa nella più amena umidità, sveglia tranquilla alle 5:00, cielo e meteo perfetto. Sci ai piedi alle 6:00, buon rigelo anche se per la giornata si preannunciano temperature elevate. Un'ora buona per traversare il pianoro des Evettes, il piattone che ormai conosciamo bene e prima rampa su neve cementata che mi fa subito notare che forse forse, in fondo, i rampant potevano essere utili. Vabbé salgo sci a spalle. Anche la restante gita non è che proprio si sia svolta su una rotaia, anzi... Le condizioni sono un po' più magre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, i ghiacciai sono sì coperti, ma da uno strato di neve abbastanza esiguo che con la caldazza di questi giorni andrà a ridursi velocemente. Cresta finale in neve, per evitare di fare troppo i cretini e visto il peso che mi sono portato appresso decidiamo di legarci come da manuale delle giovani marmotte. Vetta, foto di rito e doppia sul ghiacciaio del grand fond, pronti per scendere finalmente.


Cresta finale di circa 150 m D+.
Prima parte su facili pendii, poi breve risalita al col du grand fond ed iniziano le prime titibanze. Certo che sto Vallonet è proprio ripido... certo che è un pochino esposto... certo che la neve non è più bella trasformata come sopra. Bene le mutande cambiano un pochettino di colore, io scendo in qualche modo, gianni anche, chiara scaletta, andre è il più decente della compagnia. Almeno uno si salva!

Chiara mentre affronta il suo spauracchio.

Dopo questo inizio al fulmicotone riusciamo a scioglierci un po' e a scendere di gusto per buona parte dell'itinerario mediano. La parte finale fa nuovamente raddrizzare "l'attenzione". Gorgia svalangata con passaggi abbastanza obbligati e esposizione non proprio trascurabile. Ormai la neve è polenta. Il gianni apre la discesa in una nuova modalità esplorativa di ricerca che si applicherebbe molto bene all'ambiente sangonese: picca in mano e giù come se non ci fosse un domani tutto di raspa!

Discesa: parte alta.
Ne veniamo fuori degnamente e ci ricongiungiamo alle piste da sci di Bonneval. Con qualche gava e buta arrivamo comodamente alla strada poco sopra Bonneval, ma anche poco sotto a l'ecot, per l'esattezza a 2.84 km dalla macchina. Ci siamo cascati un'altra volta! Il giro non si è chiuso a cerchio e  ci tocca farcela a piedi (in salita) per recuperare la macchina.

Prima gobba del Vallonet.

Pendii mediani.
Ma la fortuna è prontamente in agguato! Riesco a farmi fortunatamente scarrozzare da un Digionese ( e vai a capire perché uno di Digione va a l'Ecot, ma ben venga) e a salvarmi le ginocchia almeno per questa volta! Cazzo servono due macchine!

Parte alta, uno sguardo all'indietro.

Gorge 1.

Gorge 2.

Visione d'insieme della parte bassa.